IL PARTITO- Linea Rossa

Sul mensile Resistenza, foglio dei Comitati di appoggio alla Resistenza- per il comunismo (CARC), è stato pubblicato sul n.11/12-1997 il seguente articolo redazionale, nella rubrica Elementi di storia del movimento comunista, che riproduciamo integralmente per la tesi storica condivisibile, a parere della redazione de Il Partito-Linea Rossa. La tendenza comunista di Resistenza è accentuatamente marxista-leninista-maoista.




LA COSTRUZIONE DEL SOCIALISMO IN UNIONE SOVIETICA


La costruzione del socialismo nell’URSS cominciò all’indomani della rivoluzione: l’8 novembre il nuovo governo dichiarò che la terra era proprietà nazionale e l’assegnò in uso ai contadini, il 15 novembre proclamò il diritto di autodecisione per tutti i popoli del vecchio impero russo, il 25 novembre affidò agli operai il controllo della produzione nelle industrie e nelle miniere. Tutto ciò, unito alla firma dell’armistizio di Brest-Litovsk in dicembre, che per le masse russe poneva fine al macello della I guerra mondiale, cominciò a liberare dall’oppressione un enorme potenziale umano che avrebbe compiuto “miracoli” resi possibili dal rapporto di produzione socialista. Alla proprietà individuale dei mezzi di produzione, del lavoro e del sapere nel capitalismo, il socialismo opponeva la proprietà collettiva dei mezzi di produzione, la mobilitazione delle capacità lavorative in tutte le forme possibili e la socializzazione del sapere acquisito nell’esperienza. Allo sfruttamento capitalistico sostituiva l’orgoglio del lavoratore padrone del paese in unione con i suoi compagni e l’adesione consapevole degli operai. Alla concorrenza privata come motore dello sviluppo sostituiva lo spirito d’iniziativa di milioni di operai che portavano continui ammodernamenti all’organizzazione del lavoro sulla base delle proprie esperienze e di quelle di altri operai a migliaia di chilometri di distanza.
L’URSS dimostrò che per compiere un lavoro non occorrono necessariamente soldi e capitali, ma lavoratori convinti del loro obiettivo e una direzione collettiva giusta, salda e capace.
A partire dal 1928 furono elaborati piani quinquennali di sviluppo. L’Unione Sovietica da Leningrado a Vladivostock divenne un grande cantiere industriale. In tempo record furono costruite centrali idroelettriche, fabbriche d’auto (Mosca e Gorki) e di locomotive, complessi siderurgici, bacini carboniferi. Nella steppa vicino a Stalingrado fu costruita in 11 mesi la prima catena di montaggio della più grande fabbrica di trattori e di macchine agricole del mondo che si trasformò in fabbrica di carri armati quando si trattò di fermare l’avanzata nazista.
La costruzione di migliaia di chilometri di ferrovie, tra deserti e pianure disabitate, che collegavano tutto il territorio permise che mezzi e uomini potessero essere spostati da un capo all’altro del paese. Nei territori invasi dai nazisti venivano smontate le fabbriche, spostate in un’altra parte del paese, rimontate e rimesse in funzione.
Il piano di collettivizzazione delle terre, che mobilitava i contadini poveri e medi a liberarsi dai contadini ricchi e dalla miseria, fu completato per l’essenziale (sul 90% delle terre coltivate)in 2 anni contro i 5 previsti dal piano quinquennale. In Germania il nazismo proclamava la superiorità della razza ariana e la fine della democrazia e i paesi borghesi “democratici” (USA, Canada, Australia) inauguravano politiche di immigrazione razziste e perseguitavano gli immigrati poveri; negli stessi anni in Unione Sovietica la Costituzione proclamava il diritto alla vita di ogni cittadino (indipendentemente dalla nazionalità e dalla razza) inteso come diritto al lavoro, al riposo, all’educazione e all’assistenza materiale. L’orario di lavoro venne ridotto a sette ore al giorno, il tempo e le risorse dedicati all’istruzione, alla salute, allo sport, alla ricreazione e al divertimento erano per ogni lavoratore maggiori che in ogni altro paese.
Il fascismo educava a “credere, obbedire e combattere”, nell’Unione Sovietica si formavano uomini e donne nuovi chiamati a costruire con consapevolezza, audacia e decisione il proprio futuro, a governare il proprio paese.
L’analfabetismo scese dal 90% al 10%, nel 1932 nell’URSS furono stampati più libri (in oltre 100 lingue, mentre nel vecchio impero russo era vietato parlare e scrivere nella propria lingua nazionale) che in Francia, Germania e Inghilterra messe insieme. Le donne comuniste, appoggiate dal partito e determinate nel perseguire i loro obiettivi, trasformarono il loro ruolo nella società. Anche nelle regioni più arretrate posero fine, affrontando torture, violenze e anche la morte, alle pratiche tradizionali per cui la donna era proprietà dell’uomo (che aveva diritto di vita o di morte sulla moglie) e le donne dipendevano dai maschi della famiglia.
I quarant’anni di dominio dei revisionisti moderni, inaugurato da Kruscev nel 1956, hanno disfatto molte conquiste del socialismo, ma non hanno potuto eliminare il principale risultato storico raggiunto: la possibilità di instaurare il socialismo e la sua superiorità sul capitalismo.

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