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Via il governo dei tecnocrati --con i comunisti per costruire un'alternativa di sistema -- Le speculazioni finanziarie hanno provocato e aggravano la crisi economica_- la crisi la paghino loro, non i lavoratori, i precari, i disoccupati, le famiglie italiane!

 

Associazione politico-culturale MARX XXI° -- sede di Taranto

 

Centro Studi e documentazione marxista -- Archivi <Nuova Editrice Oriente> e "Pietro Secchia"

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    Angiolo Gracci, vice-comandante della Brigata "Sinigaglia", fondatore de 'Il Partito-Linea Rossa'

                                                               ora su Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Angiolo_Gracci

                                                      

 


 

 

 

 


                                               

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SEGNALAZIONI LIBRARIE

 

 

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autore: Ferdinando Dubla

Gramsci e la fabbrica - Produzione, tecnica e organizzazione del lavoro nel pensiero gramsciano (1913/1934), presentazione di Carmelo D'Amato, Lacaita, 1986
(€ 7,75) [richiedi cd-rom in formato pdf]

Da Gramsci a Secchia - Il primato dell'organizzazione nella costruzione del PCI del dopoguerra (1945/1951), Quaderni del Cesdom - per gli 80 anni di storia del PCI, Taranto, 2001 (€ 7,75) [disp. formato digitale per e-mail]

"A fare il giorno nuovo" - Il nuovo ruolo dell'intellettuale meridionalista in Gramsci e Scotellaro, Nuova Editrice Oriente, 2003 (€ 7,50) [disp. formato digitale per e-mail]

DVD Per Gramsci e 90 anni di rivoluzione

 

a cura di Ferdinando Dubla e Massimo Giusto

<Il Gramsci di Turi>

Chimienti ed., 2008, 80 pp., 7€

C’è stata la Puglia di Gramsci ed era purtroppo la cella ristretta della casa penale di Turi, dove il grande dirigente comunista venne recluso dal luglio 1928 al novembre 1933. Un legame doloroso, dunque: ma anche i legami dolorosi possono diventare legami forti, intensi. Fu proprio in quella cella che Gramsci scrisse quel capolavoro di note e saggi poi raccolto successivamente nei “Quaderni dal carcere”, opera di raro e acuto ingegno che ancora oggi, specialmente oggi, viene studiata in tutto il mondo, un po’ meno in Italia, paese dove il revisionismo storico e politico ha corroso più di una coscienza. Quali erano le coatte condizioni che il detenuto in isolamento Gramsci doveva soffrire? Quale fu il rapporto con gli altri detenuti, i compagni, con il partito, con la sua famiglia? E’ possibile, attraverso testimonianze dirette, raccordare il personale al politico, che per Antonio, sardo coriaceo e marxista con gli ampi orizzonti dell’universo-mondo, “grande e terribile”, come scrisse lui stesso, erano fusi in un’unica e indissolubile unità? E’ quanto si cerca di stabilire in questo agile libretto, che riedita testimonianze preziosissime: quelle di Giovanni Lai, Sandro Pertini, Angelo Scucchia, Bruno Tosin, precedute da schede dei curatori che si soffermano sulla attualità estrema delle riflessioni gramsciane in chiave fortemente meridionalista  (<<Gramsci a Turi>>), sulla validità di un impianto sociologico moderno dei “Quaderni” (<<Il pensiero gramsciano. Una prospettiva sociologica>>), un preciso inquadramento storico per i rapporti con il PCd’I (<<Gramsci a Turi e il partito>>); e concluso da una preziosa sitografia aggiornata.

Questo studio vuole essere un troppo piccolo risarcimento della Puglia a quel suo grande ospite nei nefasti anni della dittatura fascista, e, come ha scritto Colaninno nella presentazione, “un contributo utile a favorire il risveglio delle coscienze, in primo luogo di quelle dei giovani”.

ordini per e-mail: edioriente@planio.it

---------------------ANGELO ANTONICELLI: Il sovversivo -- Memorie di un contadino di Massafra

index:

Presentazione di Eva Santoro
Introduzione di Giancarlo Girardi
Prefazione di Giovanni Forte
Il memoriale di Angelo Antonicelli
La famiglia di Antonio e Juccio Antonicelli
Contadini e sovversivi in terra jonica di Ferdinando Dubla
Documenti e immagini

edizioni LiberEtà CGIL -- Collana "Passatofuturo", 2011

http://www.libereta.it/ e-mail: segreteria@libereta.it

IV di cop.: A Massafra, paese della Bassa Murgia, Angelo Antonicelli, al compimento dei settant'anni, scrive le sue memorie. Racconta la sua vita di contadino semianalfabeta, lo sfruttamento e le lotte per conquistare una vita dignitosa. A soli nove anni deve lasciare la scuola per lavorare, ma presto si accorge che "avere una cultura" è fondamentale se si vuole davvero uscire dallo stato di sfruttamento. Nel giro di pochi anni la sua formazione è completa: dopo il servizio militare di nuovo a lavorare la terra, poi l'emigrazione in Germania, e poi a combattere nella prima guerra mondiale. Al ritorno la decisione è presa: bisogna impegnarsi per cambiare la situazione. La lotta è durissima, gli avvenimenti si susseguono incalzanti e la scrittura si fa drammatica: le vittorie elettorali, le vertenze, l'avvento del fascismo, le contraddizioni dei partiti antifascisti. E la resistenza è pagata a carissimo prezzo... Ma in questa storia non c'è un solo protagonista: ad affiancare Angelo nella fatica di vivere "in un'epoca di duro lavoro e miseria" c'è la sua compagna, Maria Scala, formidabile eroina il cui racconto è riportato dal figlio Juccio. Due personaggi, Angelo e Maria, ciascuno a suo modo portatore di una grande passione civile e di un grande esempio per le giovani generazioni.

 



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Il vaniloquio e il bizantinismo sono retaggio immarcescibile degli uomini. Marx non ha scritto una dottrinetta, non è un messia che abbia lasciato una filza di parabole gravide di imperativi categorici, di norme assolute, fuori dalle categorie di tempo e di spazio. Unico imperativo categorico, unica norma: “proletari di tutto il mondo unitevi”  (..) Marx significa ingresso dell’intelligenza nella storia dell’umanità, regno della consapevolezza.”

 

Antonio Gramsci, Il nostro Marx, su Grido del Popolo, 4 maggio 1918

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